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Davide Oldani, chef del D'O.
Davide Oldani, chef del D'O.
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10 ristoranti stellati dove mangiare low cost

Ultimamente se ne sentono parecchie in giro e alcune, a onor del vero, sono almeno credibili se non del tutto condivisibili. Mai credere, però, alle dicerie senza aver concesso il beneficio del dubbio e prima d’aver sperimentato di persona la veridicità di certune affermazioni.

A tal proposito, è opinione comune che l’azzardo di mangiare in un ristorante stellato porti immantinente a gravosi sfaceli finanziari, a lustri di restrizioni economiche; che riduca intere famiglie sul lastrico; che causi, insomma, disastri di proporzioni bibliche in scenari che rimandano a indigenze di spessore post-apocalittico.

Ebbene, se da una parte è vero che alcuni stellati non sono esattamente “per tutte le tasche”, dall’altra ci sono ristoranti capaci di offrire un pasto gourmet accessibile al portafogli di ogni avventore. In questa sede, per comodità, ne enumereremo soltanto 10 ma abbiamo il sentore che il numero degli stellati low cost possa essere ragionevolmente più alto.

1 – “Gardenia” a Caluso, in provincia di Torino

In una bella casa dell’800 del piccolo borgo medievale, il Gardenia si presenta con delle sale accoglienti ed arredi eleganti, mise en place con argenteria, tovaglie di lino e fiori freschi del giardino di casa. La chef Mariangela Susigan esprime la cucina del territorio con originale e raffinata fantasia creativa. A pranzo, dal lunedì al venerdì, è possibile provare vari menu degustazione che vanno dai 18 ai 35 euro.

 

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La sala del “Gardenia” a Caluso.

2 – “Feva” a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso

A pochi passi dalle mura del castello medievale, il ristorante dispone di 9 tavoli per circa 30 coperti. La sala si contraddistingue per un arredo minimalista e un modo materiale di concepire il corredo di tavola, fino al confezionamento di eventi personalizzati a seconda delle esigenze del cliente. Una cucina solida nella base classica, rigorosa nel metodo, esplorativa nelle tecniche, giovanile nello stile, interpretativa negli accostamenti e artistica nel complesso. Possibile mangiare tre portate con tanto di dessert per la modica cifra di 25 euro.

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L’entrata del “Feva” a Castelfranco Veneto.

3 – “D’O” a Cornaredo, in provincia di Milano

Il poliedrico chef Davide Oldani non ha bisogno di presentazioni. Il suo ristorante ha fatto scuola e l’idea di cucina pop è diventata, in breve, un brand da lanciare nel mondo. I clienti assicurano che i suoi piatti sono esperienze gustative al limite della trascendenza. Stupisce che, nel suo tempio, si possa mangiare, con menu degustazione, a poco più di 30 euro.

 

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Chef Davide Oldani all’opera.

4 – “Il Piastrino” a Pennabilli, in provincia di Rimini

I locali del ristorante sono ricavati all’interno di un’antica casa contadina immersa nel verde del Parco Begni a Pennabilli. Lo chef Riccardo Agostini, a pranzo, durante la settimana, propone menu degustazione a 24 euro.

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La sala del ristorante “Il piastrino” a Pennabilli

5 – “San Marco” a Canelli, in provincia di Asti

Piacevole, intimo ed elegantemente familiare, il San Marco imbandisce con ricercatezza le sue tavole; i piatti, presentati con estrema cura, sono legati al territorio e alle stagioni. Un miraggio, mangiare costolette d’agnello, salsa al vino rosso e tartufo nero o arrosto di vitello alle nocciole di Langa, in un ristorante stellato, e spendere 25 euro. Da provare assolutamente.

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Il “San Marco” a Canelli.

6 – “The Corner” a Roma

Aperto da maggio 2016, e già insignito della stella Michelin. Un record quello dello chef Marco Martini che grazie ai piatti della tradizione romana, alla conoscenza delle materie prima e del loro ciclo di vita ha, in breve, conquistato i gusti dei clienti e il favore della critica. Consigliato il pranzo – tre portate – a 25 euro.

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Chef Marco Martini nel ristorante “The Corner” a Roma (ph. Andrea Di Lorenzo).

7 – “Lazzaro 1915” a Pontelongo, in provincia di Padova

Lo chef Piergiorgio Siviero offre piatti in cui valorizza il legame tra la materia prima e il territorio. Il ristorante è immerso in un ambiente minimal in cui ad accogliere il cliente è la sorella dello chef, Daniela. La gestione a carattere familiare garantisce un perfetto connubio tra innovazione e tradizione. Il “Lazzaro 1915” offre efficaci e attentissimi piatti di pesce a un prezzo davvero irrisorio, sopratutto a pranzo. Con 25 euro si torna a casa contenti.

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Il “Lazzaro 1915” a Pontelongo

8 – “Vintage 1997” a Torino

Il ristorante è in Piazza Solferino. La cucina è tradizionale piemontese ma con punte di modernità capaci di stupire. I prezzi sono relativamente popolari. Si può ovviare al problema “pranzo” con menu speciali da 20 euro a salire.

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La sala del “Vintage 1997” a Torino.

9 – “Vairo del Volturno” a Vairano Patenora, in provincia di Caserta.

Ritenuto, a ragione, tra i migliori ristoranti campani, il “Vairo del Volturno” offre ai clienti un esperienza gastronomica indimenticabile. Eccellenti piatti della tradizione rivisitati a base di maiale, bufalo, verdure o peschiole. Lo chef Renato Martino, negli ultimi anni ha dato una svolta radicale alla cucina locale, creando nuovi piatti e proponendo accostamenti molto originali. Menu degustazione a partire da 25 euro.

 

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Crumble alla frutta secca con gelato allo zenzero e crema inglese a cacao amaro. Al ristorante “Vairo del Volturno”.

10 – “Tim Ho Wan” a Hong Kong

Dulcis in fundo, il “Tim Ho Wan” di Hong Kong, un ristorante che di stellato ha tutto fuorché i prezzi. A guardare il menu viene da commuoversi dalla felicità. Lacrimoni esagerati scendono copiosi a rigare le gote del cliente ignaro. Piatti da 1, 2 o 3 euro realizzati, con premura e perizia, dagli chef Mak Kwai Pui e Leung Fai Keung. L’idea di eccedere prende piede all’istante. Un desiderio insano di addobbare il tavolo alla maledetta e mangiare tutto fino a saziarsi abbondantemente dei lauti doni che il Signore ha voluto portare in tavola in quelle lontane lande cantonesi.

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Opulenza cinese al ristorante “Tim Ho Wan” di Hong Kong.

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