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5 locali a Roma dove andare a mangiare almeno una volta

Roma è ancora oggi considerata una delle più belle città del mondo. Meta obbligatoria per chi ama immergersi nell’arte, la storia che l’ha resa la Città Eterna e per il buon cibo, ovviamente. Ecco cinque locali imperdibili da provare almeno una volta nella capitale dalla trattoria storica al cocktail bar, dal ristorante gourmet alla pizzeria.

1. Da Armando al Pantheon

Nato nel 1961, data in cui Armando Gargioli rileva un vecchio ristorante e lo trasforma in una “bottiglieria con cucina” a cui diede il nome di “Armando al Pantheon”. Negli anni settanta ad Armando si affiancano i figli: il primogenito Claudio, studente universitario che si mette in cucina e ruba i trucchi del mestiere al padre, e il giovane Fabrizio, a cui viene affidata la sala e la scelta dei vini. Una gestione famigliare che continua fino a oggi dove è subentrata anche Fabiana, figlia di Claudio, sommelier professionista e responsabile della cantina di oltre 400 etichette; Flavio, figlio di Fabrizio, responsabile degli ordini e delle prenotazioni; Mario, responsabile della sala, da oltre 10 anni punto di riferimento per molti clienti e per tutta la famiglia.
Il locale è piccolo ma molto accogliente, si trova nel cuore della Capitale e oltre ad essere famoso perché frequentato da personaggi della cultura e dello spettacolo, è molto amato dai romani. Oggi questa insegna è l’emblema della cucina romana supportata dalla selezione di materie prime di qualità.

2. Spazio Niko Romito Bar e Cucina

pazio niko romito bar e cucina'

Riaperto lo scorso 9 Ottobre, il ristorante dello chef tristellato Niko Romito con la cucina della chef Gaia Giordano si pone ormai da anni come uno degli indirizzi gourmet migliori della città ora ancora di più con la sua recente evoluzione in ristorante bar all’italiana.
Un luogo che si dedica ai propri clienti dalla mattina alla sera, diventando parte della routine quotidiana, affiancando la ristorazione ai dolci per la merenda, la panetteria alla mixologia, fino alla rivendita di generi alimentari all’asporto. L’elenco delle vivande è organizzato per assecondare le voglie del momento, senza precludere nulla e lasciando aperta la possibilità di assaggiare, condividere, esplorare.
L’offerta è molto ampia, ma sempre allineata ai valori di qualità e semplicità.

3. Cresci

Cresci

Per gli amanti della pizza, Cresci è una delle ultime aperture della Capitale, a pochi passi dal Vaticano, un locale che declina la sua proposta in Forno, Osteria, Pizza e Cocktail.
Lo chef Danilo Frisone propone un menu semplice e curato, che vuole parlare di casa, memoria, profumi; piatti legati alla tradizione e alla convivialità della cucina di Roma.
E così tra gli antipasti troviamo la selezione di formaggi di pecora a latte crudo di allevatori e casari della campagna romana, il primo sale fritto con salsa di alici, le crocchette di brasato con zucchine alla scapece, ma anche pappa al pomodoro con stracciatella di bufala, pane e baccalà mantecato, scarpetta con fagioli all’uccelletto. Tra i primi quelli della tradizione, ma ravioli di misticanza, pomodoro e pane saporito, tra i secondi le polpette fritte al sugo o abbacchio alla scottadito con battuto di erbe aromatiche.
Interessante la proposta pizza in teglia, immancabile, nel formato quadrato a partire dalle classiche come la Margherita e l’Arrabbiata, passando per una versione tutta personale di Capricciosa fino alle combinazioni meno usuali come Ventricina e primo sale.

4. Baccano

Baccano

Appena entrato nella classifica dei 100 bar migliori al mondo secondo The World’s 50 Best Bars, Baccano è diventato un punto di incontro per la comunità dei bartender romani grazie al lavoro del giovane bar manager Mario Farulla. “Per me conta l’atmosfera, il drink è solo una sideline”.
Da Baccano si può trovare tutto, ma si può anche chiedere un grande classico come il Negroni. Oppure si possono degustare whisky, rum e gin in purezza. La sua bottigliera è forse una delle più belle e fornite della Capitale con 650 referenze. Ha due differenti macchine per il ghiaccio per una perfetta gestione dei drink e non mancano le assolute novità del momento.

5. Pasticceria Tradizionale Giapponese

Hiromi Cake
Una delle nuove aperture più chiacchierate della città, situata a Prati, in uno dei quartieri attualmente più aperti dal punto di vista gastronomico. Hiromi Cake è la prima pasticceria tipica giapponese. In un’ambientazione da Izakaya, letteralmente “negozio di sakè dove ci si siede”, la pastry chef Hiromi ha aperto un laboratorio dove diffondere la cultura wagashi.
Per la maggiore vanno i Mochi, riso bollito e modellato in polpettine con le guarnizioni più fantasiose; i Dorayaki, semplici e appaganti, hanno invece le sembianze di soffici pancake e racchiudono una farcitura di fagioli rossi o l’Oishi, dal giapponese “buono”, e tante altre terminologie in lingua. Tra i dolci giapponesi rivisitati, ispirati all’Occidente troviamo invece il Kawaii (mousse di fragola con cuore di cioccolato su base di pasta frolla rifarcita di crema alle mandorle), il Fuji San ossia la rivisitazione della montblanc con tortino ripieno di azuki (fagioli rossi), fagioli bianchi e Matcha, ed il Kurò ossia una mousse al cioccolato fondente.

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