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Costiera Amalfitana illuminata al calar della sera
Itinerari enogastronomici

Costiera amalfitana, paradiso di odori e sapori

Dicono che le Baleari siano il paradiso terrestre o che il Grand Canyon sia irrinunciabile, eppure in costiera amalfitana, almeno una volta nella vita, c’è passato il mondo. Basta l’incipit a far intuire la grandiosità dell’opera. Uno sguardo, anche fugace, al lembo di mare che si staglia tra i pini marittimi e la cupola blu/oro del duomo di Vietri e sei stregato.

Da quei colori, dagli odori, non ne esci più. Sembra esagerato, vero? Invece è così. Certe cose se non le vedi, non ci credi. E allora esci a Vietri sul mare e inizi a scendere a valle. Metti alla prova il volante e le sospensioni della macchina perché la strada è impervia. I tornanti, a picco sul mare, regalano a ogni curva una nuova istantanea, ognuna ‒ se possibile ‒ migliore della precedente, in un crescendo che sembra poter non aver mai fine.

Vietri sul mare, in costiera amalfitana
Vietri sul mare e il suo caratteristico Duomo.

Cetara e il suo oro ambrato

Dopo 6 chilometri, è a Cetara che fai tappa. Un piccolo borgo alle pendici del monte Falerno, ancora immune ai flussi del turismo di massa. Borgo di pescatori e patria indiscussa della colatura di alici. Il tradizionale liquido ambrato si dice discenda direttamente dal Garum, che veniva usato dai romani come condimento universale. Si narra che la lavorazione del tradizionale prodotto sia opera dei monaci cistercensi amalfitani.

Il sapore unico e il paziente processo produttivo ne hanno fatto il simbolo della laboriosità di intere generazioni che si tramandano l’arte di padre in figlio. Orgoglio campano ed eccellenza gastronomica italiana che ancora, forse, non riscuote il successo che merita. Potresti parcheggiare in Corso Umberto ed entrare nel ristorante Falalella. Sederti fuori, sulla terrazza a picco sul mare, e ordinare uno spaghetto alla colatura di alici che ti rimetterebbe in pace col mondo.

Cetara, in costiera amalfitana
Spiaggia e borgo di Cetara

Invece prosegui. Superi Erchie, Maiori e Minori ad andatura di crociera. Guidi lentamente. Ogni metro è uno spettacolo per gli occhi. Mai il tuo sguardo s’era posato su una tale bellezza. Mai tanta. Mai così, tutta insieme. Ti lasci scivolare tra costoni scoscesi, pendii che si specchiano in acque cristalline, ville paradisiache immerse in una vegetazione rigogliosa, paesini arroccati su alture e borghi di pescatori raccolti in fondo a piccole baie.

Sei nel cuore verdeggiante della costiera amalfitana dove spiccano cipressi, agrumi, viti, mandorli e bouganville, dove la buccia dei limoni puoi usarla come profumo, dove la vita si ferma, poi prende a girare con ritmi più umani.
Marmorata, San Cosma e Castiglione sono piccoli centri prima di Atrani. Da qui, puoi scegliere se continuare verso Amalfi o dirigerti a monte, verso Ravello. Comunque vada, sarà un bel morire.

Amalfi, la più bella tra le Repubbliche marinare

Per il pranzo, scegli Amalfi. È lì, a portata di mano, e l’appetito comincia a farsi sentire. Ti hanno parlato de “La Caravella”, in via Matteo Camera. Dicono che è un posto, nel cuore di Amalfi, da visitare assolutamente. Il menu prevede una cucina del territorio, materie prime esclusivamente locali e piatti di rivisitazione della cucina medievale: ricette antiche riportate ai tempi attuali dallo chef Antonio Dinino.

È lui a selezionare ogni giorno gli ingredienti e a mantenere con orgoglio la stella Michelin conquistata fin dagli anni ’60, la prima in Italia. Ai caratteristici piatti, è d’obbligo abbinare un ottimo vino. A “La Caravella” è possibile farlo grazie alla varietà della scelta e alla qualità di una delle prime dieci cantine in Italia.

Ristorante La Caravella, ad Amalfi, in costiera amalfitana
La sala del ristorante “La Caravella” ad Amalfi.

Hai mangiato bene. Sei soddisfatto. Allora, esci a sgranchirti le gambe. Passi davanti al Duomo di Sant’Andrea. Fondato nel IX sec., più volte rimaneggiato, il duomo è una testimonianza del gusto delle città marinare per lo splendore orientale. La facciata, rifatta nel XIX sec. sul modello originale, sorge in cima a un’imponente scalinata e ti colpisce per la decorazione in pietre policrome dai complessi motivi geometrici.

Il Duomo di Amalfi, in costiera amalfitana
La facciata del Duomo di Amalfi

Continui a passeggiare per le strade, attraverso i vicoli. Pensi che Amalfi, con le sue caratteristiche case bianche, sia un luogo meraviglioso, ideale per le vacanze. Progetti lunghe camminate sulla spiaggia ma è pomeriggio e non resta che rimontare in macchina per andare a “procacciarsi” la cena.

Ravello, la dimora degli dei

Torni ad Atrani e da lì imbocchi una strada spettacolare che sale serpeggiando fra le viti e gli olivi lungo la collina del Dragone. Dopo qualche chilometro, arrivi a Ravello: città sospesa tra cielo e mare. Le sue stradine, le scalinate e i passaggi a volta compongono uno scenario indimenticabile. Fai una visita veloce a villa Rufolo e villa Cimbrone.

In quest’ultima, passeggi per il grande viale che attraversa gli splendidi giardini e conduce al belvedere, le cui terrazze sono costellate di busti in marmo. Il panorama sulle colline coperte di colture a terrazza, sulla baia di Maiori, su capo d’Orso e sul golfo di Salerno è vertiginoso. Cose che avvicinano alla grandezza di Dio.

Villa Cimbrione a Ravello, in costiera amalfitana
La suggestiva terrazza di Villa Cimbrone, a Ravello

 

Fai appena in tempo a riprenderti dalle emozioni che è già ora di cena. Passi per via San Giovanni del Toro e ti imbatti nel Rossellinis, dentro Palazzo Avino. Il ristorante ‒ una stella Michelin ‒ è tra i luoghi più suggestivi e romantici dell’intera costiera amalfitana.

La magia del luogo, i piatti sapientemente ideati dallo chef Michele Deleo e i gesti impeccabili del personale di sala rendono questo luogo fiabesco sia sulla terrazza esterna che nelle eleganti sale interne, arredate con gusto classico e uno charme d’altri tempi. La cucina di chef Deleo è frutto di una rielaborazione di diverse culture con le tradizioni e le materie prime locali. Intuisci, con cognizione di causa, che stai provando un’esperienza del palato unica al mondo.

Palazzo Avino, a Ravello, in costiera amalfitana
Palazzo Avino, a Ravello, sede del ristorante “Rossellinis”

Hai cenato. Esci a prendere un po’ d’aria. Sembra che la terrazza affacci sull’infinito. Mentre la leggera brezza ti accarezza il viso, hai un impercettibile gesto di stizza. È in momenti come questo che ti rimproveri di non aver mai imparato a fumare il sigaro. Non stai lì a pensarci troppo. Resta, comunque, la consapevolezza d’aver trascorso un giorno in paradiso e aver fatto un atto d’amore verso te stesso.

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